{"id":826,"date":"2023-02-12T16:56:14","date_gmt":"2023-02-12T16:56:14","guid":{"rendered":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/2023\/02\/12\/la-copeta-di-turi-5\/"},"modified":"2023-02-12T16:56:14","modified_gmt":"2023-02-12T16:56:14","slug":"la-copeta-di-turi-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/2023\/02\/12\/la-copeta-di-turi-5\/","title":{"rendered":"La Copeta di Turi"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u200b\u00a0<\/p>\n<p>\u200bTuri \u2013 La Voce del Paese\u00a0<\/p>\n<p><strong>Stefano de Carolis accende i riflettori su un altro dolce tipico della tradizione dolciaria turese<\/strong><\/p>\n<p>Gioved\u00ec 19 gennaio l\u2019Associazione culturale \u201cLa Faldacchea di Turi\u201d \u00e8 stata ospite della trasmissione \u201cMattino Norba\u201d, timbrando l\u2019ennesima tappa di promozione della storia e delle tipicit\u00e0 gastronomiche del nostro paese. Protagonisti del format, condotto da Antonio Procacci e Mary de Gennaro, sono stati Stefano de Carolis, presidente del sodalizio, e le maestre dolciaie Marilena Catucci, Nunzia Di Brindisi, Annamaria e Stella Verna, che hanno preparato in diretta la faldacchea, promossa a marzo 2022 tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<strong>L\u2019associazione La Faldacchea Ospite a Mattina Norba<\/strong><\/div>\n<p>Approfittando dell\u2019occasione, de Carolis ha acceso i riflettori su un\u2019altra prelibatezza della tradizione turese, oggi sottovalutata e, ahim\u00e8, un po\u2019 dimenticata: la Copeta di Turi.<\/p>\n<p>\u00abLa \u2018copeta\u2019 o \u2018cupeta\u2019 \u2013 spiega \u2013 \u00e8 una specie di torrone duro, a base di mandorle e zucchero caramellato, che ha origini antichissime e ha trovato la sua diffusione in Spagna, una terra che per ben otto secoli \u00e8 stata sotto il dominio arabo. In effetti, l\u2019etimologia del nome \u2018copeta\u2019 deriva dal termine arabo \u2018qubbayt\u2019, che significa \u2018conserva dolce\u2019\u00bb.<br \/>\u00abIl dolce \u2013 precisa \u2013 era noto anche nell\u2019epoca romana. Vari scrittori latini, da Varrone a Marziale, elogiano la \u2018cuppedia\u2019: una pasta di mandorle (o nocciole) e miele, il cui nome farebbe direttamente riferimento a Cupido, nell\u2019accezione di divinit\u00e0 desiderio\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>La copeta di Bari, un dolce prelibato e prezioso dal 1500<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abLa copeta di Terra di Bari \u2013 prosegue de Carolis \u2013 \u00e8 una prelibatezza pi\u00f9 antica di quella di Cremona; infatti, gi\u00e0 nel 1584 si parla di copeta di Bari come \u201cdolce al piatto\u201d. \u00c8 importante ricordare che Bona Sforza d\u2019Aragona, duchessa di Bari e principessa di Rossano, ne era ghiotta, tanto che non si pu\u00f2 escludere che il dolce venne servito durante il suntuoso banchetto delle sue nozze con Sigismondo I di Polonia, celebrate a Napoli il 6 dicembre 1517, a cui partecip\u00f2 anche Dorotea Gonzaga, contessa di Conversano\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abUn\u2019altra interessante attestazione del dolce barese \u2013 aggiunge \u2013 la troviamo nel volume \u201cLucerna de corteggiani\u201d, una raccolta di men\u00f9 per i vari periodi dell\u2019anno pubblicata nel 1634 da Giovan Battista Crisci. L\u2019autore, per sottolineare la pregevolezza del dolce, riporta che la Copeta di Bari veniva venduta in scatole guarnite di oro e argento\u00bb.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\nDipinto, particolare \u2013 Sulla destra, evidenziato, la scatola in cui era confezionata la copeta<\/div>\n<h4><strong>La peculiarit\u00e0 della copeta di Turi<\/strong><\/h4>\n<p>Anche la copeta di Turi ha origini molto antiche e, con molta probabilit\u00e0, era tra le ricette custodite nel Monastero delle Clarisse di Santa Chiara.<\/p>\n<p>\u00abSino agli anni \u201960 \u2013 racconta de Carolis \u2013 le nostre anziane e brave maestre dolciaie preparavano questo dolce con una glassatura di \u201cgiuleppe\u201d bianco e nero (ottenuto con l\u2019aggiunta di cacao). Negli anni successivi, si incominci\u00f2 a ricoprire la copeta con il cioccolato fondente. Ed \u00e8 proprio la \u201ccopertura\u201d il tratto peculiare che distingue la copeta di Turi dalle tante varianti pugliesi. A tal proposito, \u00e8 interessante sottolineare che nella lingua spagnola il termine copeta corrisponde a \u201ccubierto\u201d (coperto)\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abA Turi \u2013 chiosa \u2013 la copeta troneggia, assieme alla faldacchea, nel vassoio dei dolci della sposa. Va detto che, inizialmente, il vassoio o guantiera sponsale contava 7-8 tipi di dolci, nel tempo \u00e8 arrivato a contenerne sino a 20 tipologie diverse\u00bb.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\nTrifone Costantini classe 1907 <br \/>(produttore e venditore di torroni<\/div>\n<h4><strong>Trifone Costantino, il primo dei \u2018copetari\u2019 turesi<\/strong><\/h4>\n<p>Una menzione speciale de Carolis la riserva ai \u2018copetari\u2019 (o \u2018copetai\u2019), ovvero i produttori di torroni e copete che girovagavano per i paesi della Puglia e del Meridione, allestendo le caratteristiche bancarelle in occasione di feste religiose e fiere.<\/p>\n<p>\u00abNel novero di queste figure professionali dei \u2018copetari\u2019 \u2013 evidenzia de Carolis \u2013 figura anche un turese: Trifone Costantini (classe 1907), padre della maestra dolciaia Rita Costantini\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNei primi anni \u201930 \u2013 ricostruisce \u2013 Trifone si dedic\u00f2 all\u2019arte della produzione di torroni di mandorla e nocciole, che si ingegnava a vendere sui treni delle tratte pugliesi e su quelli diretti verso la Calabria. Agli inizi degli anni \u201940, apr\u00ec una bancarella a Bari, nel centralissimo Corso Cavour, dove vendeva dolciumi vari, frutta secca e, per l\u2019appunto, torroni. Nella citt\u00e0 di Turi, divenne famoso per la produzione di ottimo gelato. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia!\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>La proposta di un museo del dolce di mandorla<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abNell\u2019ottica di rivalutare la copeta e, pi\u00f9 in generale, l\u2019eccellente tradizione dolciaria turese \u2013 chiosa de Carolis \u2013 rinnovo l\u2019invito all\u2019Amministrazione ad impegnarsi per istituire un museo civico permanente, che custodisca la storia del dolce di mandorla e della faldacchea, e per promuovere con l\u2019Associazione \u201cLa Faldacchea di Turi\u201d corsi di formazione dedicati ai pi\u00f9 giovani e ai cultori di questa particolare arte dolciaria\u00bb.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<\/div>\n<h4><strong>La ricetta della Copeta<\/strong><\/h4>\n<p><strong>Ingredienti<\/strong><\/p>\n<p>1 kg di mandorle pelate e tostate (tritate in modo grossolano)<\/p>\n<p>1 kg di zucchero<\/p>\n<p>Buccia di limone<\/p>\n<p>Cannella<\/p>\n<p>Cioccolato fondente<\/p>\n<div class=\"is-layout-constrained wp-block-group\">\n<div class=\"wp-block-group__inner-container\">\n<p><strong>Procedimento<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>In una casseruola si fa sciogliere lo zucchero, aggiungendo le mandorle tritate, la scorza di limone e la cannella. L\u2019impasto va mescolato energicamente sino al distacco dalla pentola; successivamente, si toglie il composto dal fuoco e lo si trasferisce su un tagliere, dove va tagliato a tocchetti e lasciato indurire. Infine, si procede con la copertura nel cioccolato fondente e con il confezionamento nel cellophane trasparente, come una caramella.<\/p>\n<p><a class=\"a2a_button_facebook\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fturi.lavocedelpaese.info%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Facebook\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_twitter\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fturi.lavocedelpaese.info%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Twitter\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_whatsapp\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fturi.lavocedelpaese.info%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"WhatsApp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_telegram\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fturi.lavocedelpaese.info%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Telegram\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_email\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/email?linkurl=https%3A%2F%2Fturi.lavocedelpaese.info%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Email\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a class=\"a2a_button_facebook\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Flavocedelpaese.info%2Findex.php%2F2023%2F02%2F12%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Facebook\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_twitter\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Flavocedelpaese.info%2Findex.php%2F2023%2F02%2F12%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Twitter\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_whatsapp\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Flavocedelpaese.info%2Findex.php%2F2023%2F02%2F12%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"WhatsApp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_telegram\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Flavocedelpaese.info%2Findex.php%2F2023%2F02%2F12%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Telegram\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><a class=\"a2a_button_email\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/add_to\/email?linkurl=https%3A%2F%2Flavocedelpaese.info%2Findex.php%2F2023%2F02%2F12%2Fla-copeta-di-turi%2F&amp;linkname=La%20Copeta%20di%20Turi\" title=\"Email\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u200b\u00a0 \u200bTuri \u2013 La Voce del Paese\u00a0 Stefano de Carolis accende i riflettori su un altro dolce tipico della<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-826","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-regione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/826\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/casamassima.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}